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Montepulciano è un comune di circa 14.000 abitanti della
provincia di Siena, posto a 605 metri s.l.m., a cavallo tra la Val
di Chiana e la Val d'Orcia.
Di antica e lunga storia, Montepulciano fu occupata dagli Etruschi a
partire dal IV secolo a.C.
Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti da dove si
ricava il vino Nobile di Montepulciano.
Si divide in otto contrade che sono: Cagnano, Collazzi, Coste,
Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa, Voltaia.
Manifestazione caratteristica del posto è Il Bravio delle Botti
(trae le sue origini nel XIV secolo) ed è la sfida che si disputa
ogni annno a Montepulciano tra le 8 Contrade di Montepulciano,
l'ultima domenica di agosto in onore del santo patrono, San Giovanni
Decollato.
Originariamente il Bravio, così come il più noto Palio di Siena, era
corso con i cavalli. In seguito, verso la fine del XVII secolo,
venne soppresso per motivi di ordine pubblico.
La corsa si svolge lungo le vie principali della città: due uomini
detti "spingitori" spingono una botte del peso di 80 kg. per il
percorso, lungo circa 1700 metri. La partenza è presso la Colonna
del Marzocco, mentre l'arrivo è situato in Piazza Grande, sul
sagrato del Duomo di Montepulciano
La città di Montepulciano ha un passato legato in parte all’essersi
trovata all’incrocio di due strade di importanza regionale (da
Chiusi ad Arezzo da sud a nord, e dalla Valdorcia alla Valdichiana e
al Trasimeno da est a ovest) e in parte alla sua collocazione
strategica al confine dell’area di influenza di vari potentati
cittadini basso medievali (Orvieto, Perugia, Siena, Firenze).
Questo ha fatto si che nei primi secoli del secondo millennio abbia
sviluppato ricchezze e potere in modo ragguardevole, al punto di
divenire preda ambita e da conquistarsi un’apprezzabile autonomia
vendendo bene la sua alleanza alle maggiori città in perenne
conflitto tra sé.
Purtroppo la sua definitiva entrata nello Stato fiorentino, dopo il
1511, se ne ha consacrato l’importanza formale ( che si riflette
nell’importanza degli edifici pubblici e privati realizzati dopo
tale data, e nell’erezione in Diocesi nel 1561) ne ha avviato un
lento declino economico e sociale, al punto che nel XVIII secolo il
Granduca di Toscana Pietro Leopoldo se ne preoccupava, e si
interrogava sui modi per ridare vita ad un centro tanto prestigioso
quanto decadente. Nel secolo XIX la bonifica della Valdichiana e la
rinnovata importanza della città, che diviene il centro
amministrativo della zona, ne segnano un’apprezzabile
rivitalizzazione, che però non dura oltre la metà del secolo XX; la
perdita demografica della valle per l’emigrazione al Nord di tanti
agricoltori che si trasformeranno in forza lavoro per le fabbriche,
e per i mutati modi di coltivazione della terra, non è stata ancora
del tutto compensata da analoga crescita della piccola e media
industria dei servizi. Malgrado ciò il prestigio artistico e storico
della cittadina ha ancora un apprezzabile fascino anche a livello
internazionale e questo fa sperare che Montepulciano possa
affermarsi definitivamente come centro di produzione culturale. |